Infanticidio di Novara, Nicolas Musi ha tentato il suicidio in carcere

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In questi giorni la cronaca italiana è stata animata da 2 casi di infanticidio, il primo capitato a Milano il secondo a Novara. due bambini sono stati uccisi in modo brutale da coloro che avrebbero dovuto proteggerli da ogni male. In particolar modo Leonardo è stato martoriato dal compagno della madre Nicolas Musi, risultato positivo al test della cocaina e che oggi ha tentato il suicidio in carcere.

Infanticidio a Novara

Quanto successo a Novara ci riporta con la memoria al infanticidio di Napoli. Nella città Campana il piccolo Giuseppe è stato ucciso a calci e pugni dal compagno della mamma, il quale si è accanito anche contro la sorella fortunatamente sopravvissuta. Giuseppe è morto a soli 7 anni a seguito delle percosse che gli sono state inflitte, I medici hanno raccontato di non aver mai visto nulla di simile sia per la vittima che per la sorellina rimasta in vita parlando di un vero e proprio pestaggio in piena regola.

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Lo stesso trattamento è stato riservato al piccolo Leonardo di soli 20 mesi. Un bambino picchiato senza pietà è portato al pronto soccorso affermando che questo fosse caduto, i medici decreteranno che il bambino è deceduto a seguito delle percosse ricevute e per via di un colpo all’addome che gli ha causato un’emorragia interna.

Nicholas Musi ha tentato il suicidio

Nei giorni scorsi anche la nonna del piccolo Leonardino ha deciso di scrivere delle parole toccanti sul web, parlando della figlia Gaia Russo e del compagno a Nicolas Musi come dei veri e propri mostri.
Gaia Russo di 22 anni è stata trasferita in una struttura protetta perché incinta del suo secondo bambino. Nicolas Musi, invece, è stato trasferito in carcere Dove Nel corso delle ultime ore ha tentato il suicidio. A commentare il tutto è stata Rosalia Marino, direttrice della casa circondariale di Novara che, come riporta LaStampa.it, ha dichiarato: “È stato un gesto dimostrativo. Musi non ha nemmeno avuto il tempo di concretizzare quel gesto, perché è guardato a vista 24 ore su 24 dagli agenti di polizia penitenziaria. Il loro intervento è stato immediato“.

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