Accordo Italia e Spagna per Open Arms: Maiorca porto di sbarco

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evacuazione d'urgenza dalla open arms
Fonte Foto: ilfattoquotidiano.it

Sembra essere giunta quasi all’epilogo la vicenda relativa alla nava Ong spagnola. Arriva l’accordo tra Italia e Spagna per Open Arms: è stata individuata Maiorca come porto di sbarco per i migranti ancora a bordo che, dopo 18 giorni, ancora si trovano in mare aperto.

“Salvini fa di un’emergenza umana un caso politico”

Si è cercato di sensibilizzare quanto più possibile il governo e chiunque per dare una sistemazione dignitosa ai migranti a bordo della nave Ong spagnola. Richard Gere, dopo essere giunto a Lampedusa e aver toccato con mano la situazione inaccettabile, ha ricevuto le accuse di Matteo Salvini che diceva: “Perché Richard Gere non si porta a casa a Hollywood i rifugiati?“.

L’attore internazionale ha così replicato: “Se il vostro ministro spendesse del tempo con quelle persone, ascoltasse le loro storie, i loro traumi familiari, cambierebbe la sua visione. Lui fa di un’emergenza umana un caso politico. Ma è cattiva politica“.

E poi continua: “Sentite, è una sfida. Può essere risolta se ci si siede al tavolo e si discute con raziocinio e generosità. Non è un problema soltanto dell’Italia, ma della Spagna, della Grecia, di tutta Europa. L’Occidente ha grandi responsabilità, che affondano anche nel passato, su questa tragedia. Avete sentito il Papa? Non sono numeri ma hanno volti, nomi, storie. Io le ho ascoltate“.

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Fonte Foto: lasicilia.it

Italia e Spagna accordo per Open Arms

Dopo che Matteo Salvini ha autorizzato lo sbarco dei minori a bordo della Ong spagnola (per saperne di più, Clicca Qui), alcuni sono già scesi dalla Open Arms e attendono di essere sistemati in una struttura idonea.

Adesso arriva l’accordo tra Italia e Spagna e si individua Maiorca come porto di sbarco. Open Arms, in una nota, aggiunge: “Se davvero un accordo è stato trovato, individuando Maiorca come porto di sbarco, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano finalmente la responsabilità di fornire assistenza e un porto sicuro alle 107 persone a bordo della nostra nave, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari“.

Una scelta, a detta di Open Arms, infelice, dato che Lampedusa è molto più vicina: “La decisione ci appare del tutto incomprensibile. Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari e volontarie molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega“.

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