Busta con proiettile Pm Caltanissetta Bertone. Dopo Fava siamo a 2

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busta con proiettile pm caltanissetta

Una busta contenente proiettile pm Caltanissetta è stata recapitata. La procura di Catania ha aperto un’inchiesta.

Una busta per Bertone, all’interno un solo proiettile

Il Procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone è stato il destinatario di una busta contenente un solo proiettile. Questo è il secondo caso dopo quello analogo capitato al presidente della commissione Antimafia della Regione Sicilia Claudio Fava. Con le stesse modalità toccate a Fava, oggi il Pm Bertone è stato minacciato. La busta è stata intercettata al palazzo di Giustizia di Caltannissetta e consegnata agli inquirenti. Tra le inchieste nelle mani del magistrato ex sostituto procuratore a Catania, vi sono quella sul cosiddetto ‘sistema Montante’ e sul depistaggio delle stragi di Palermo.

Fava e Pogliese solidali con il magistrato

Un medesimo atto intimidatorio è stato fatto a Claudio Fava che, ha espresso  stima e solidarietà. “E’ chiaro che in Sicilia c’è un clima ostile contro chi tocca i nervi scoperti del sistema di potere e delle sue collusioni mafiose. E questo ci preoccupa molto”. Ha dichiarato Fava.”

È un dovere di tutti, a partire dai rappresentanti delle istituzioni, essere vicini a chi svolge un lavoro inestimabile per il progresso civile della nostra Terra, che nessun vile atto intimidatorio potrà arrestare. Al dottore Amedeo Bertone, uno dei magistrati siciliani n prima linea nella lotta alla mafia, va la solidarietà mia personale e della intera giunta comunale di Catania“. Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese.

La mafia dai colletti bianchi toccata reagisce

Certo che una considerazione va fatta, sembra banale ma non del tutto. Non risulta infatti che a Catania dei magistrati siano stati oggetto di minaccia. Forse non lo sappiamo, ma di proiettili per inchieste per spaccio di droga (che a Catania fanno almeno un arrestato al giorno ndr.) non risulta ne siano mai arrivati. Ora un caso, anzi due, dopo aver toccato, non la manovalanza spicciola di Cosa Nostra, ma gli “ufficiali” dai colletti banchi, quelli degli uffici e banche. Una considerazione dovuta, banale, ma non tanto, visto che il caso “Montante” e il depistaggio delle stragi di Palermo toccano nervi scoperti alle organizzazioni criminali operanti sul territorio. Tra affari possibili per la ricostruzione di opere pubbliche (vedi Morandi) le inchieste in atto, chissà se diano fastidio. Loro hanno le aziende per poter eseguire i lavori, come è stato detto dal Presidente dell’Anac Cantone e vi è preoccupazione. Chissà quanto siano soli Fava e Bertone, chissà se altri proiettili arriveranno. Prima al di fuori del loro ambiente avrebbero avuto un appoggio.

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