25 Ottobre 2018
“Magari morisse, li mort…. sua”, la frase shock nel caso Stefano Cucci
Gli atti orribili nel caso Stefano Cucchi improvvisamente sembrano moltiplicarsi. Nel corso della giornata di ieri è emerso un altro nuovo dettaglio. Una frase shock è stata resa nota. Una commento fuori onda che fa rabbrividire. “Magari morisse… Li mortacci sua“.
Caso Stefano Cucchi, dalle minacce alla frase shock
Il processo Stefano Cucchi va avanti senza esclusione di colpi, finalmente. In questo caso l’appellativo “finalmente” è d’obbligo. Sono troppe le verità taciute nella morte di un ragazzo come Stefano che, quella fatidica notte, forse è stato arrestato dagli uomini sbagliati o da chi, forse, non doveva scegliere la carriera militare. Dopo la confessione del carabiniere Tedesco, (Per approfondire Clicca Qui), la vicenda giudiziaria è stata un susseguirsi di colpi di scena.
Prima il commento di Ilaria: “Il muro dell’omertà è stato abbattuto“, seguito dalla frase “Non giustifico ma posso capire” (Per approfondire Clicca qui). Successivamente le minacce al carabiniere Tedesco e la famiglia Cucchi, denunciato sempre dalla sorella del ragazzo. Oggi la frase shock.
“Magari morisse”
Il commento relativo al caso di Stefano Cucchi (Clicca Qui) è stato pubblicato qualche ora fa dall’Ansa. L’agenzia di stampa italiana riporta così la vicenda: “<<Magari morisse, li mortacci sua>>. Così un carabiniere, che stando agli atti depositati sarebbe Vincenzo Nicolardi (imputato per calunnia nel processo davanti alla prima corte d’Assise), parlando di Stefano Cucchi con il capoturno della centrale operativa del comando provinciale in una delle intercettazioni avvenute tra le 3 e le 7 del mattino del 16 ottobre del 2009, ovvero il mattino dopo l’arresto“.
“Mio fratello era sicuramente magro ma stava bene”
Nel corso della giornata di ieri la sorella di Stefano Cucchi ha pubblicato un nuovo messaggio nella sua pagina Facebook. Parole toccanti, che fanno nascere rabbia e dolore. Nessuno merita quello che è stato fatto a un ragazzo come Stefano. Ecco di seguito le parole di Ilaria Cucchi:
“Mio fratello era sicuramente magro ma stava bene
Per i difensori degli imputati era magrissimo tale dover far preoccupare i medici.
Infatti il modo migliore per curarlo è stato quello di pestarlo a sangue fino a apaccargli la schiena in due punti“.
“Un detenuto sta male”
Poco fa l’Ansa ha pubblicato un nuovo aggiornamento relativo alla vicenda del caso Stefano Cucchi. Cos’è successo la settimana dopo l’arresto e il pestaggio messo in atto da alcuni carabinieri e confermato dal militare Tedesco? Nel nuovo aggiornamento Ansa è possibile leggere: “<<Abbiamo un detenuto che sta male, dice che ha attacchi di epilessia, ha tremori, non riesce a muoversi>>. Così un carabiniere della Stazione Tor Sapienza in una telefonata al 118 le prime ore del 16 ottobre 2009 parlava delle condizioni di Stefano Cucchi“.
Secondo quanto reso noto nella sezione online dell’agenzia di stampa, in quel preciso istante Stefano Cucchi si trovava ancora nella cella di sicurezza caserma, dopo il pestaggio avvenuto nella caserma di Casilina. I dettagli raccapriccianti però non finiscono qui.
L’uomo di cui stiamo parlando, sempre secondo quanto pubblicato dall’Ansa, è il piantone che si trovava di turno nella stazione di Tor Sapienza. A questo gli operatori del 118 chiedono se il detenuto, ovvero Stefano Cucchi, fosse tranquillo. Il piantone, come potete sentire nell’intercettazione, risponde: “Tranquillissimo, ha solo ste cose, fisicamente sta male di suo ma non ha i sintomi dell’epilessia“.
La telefonata si chiude con l’invio dell’ambulanza e i dati anagrafici di Stefano Cucchi, “è nato il 1-10-1978”. L’audio è stato depositato dal pm Giovanni Musarò al processo.
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