Tragedia Casteldaccia: i funerali tra dolore e rabbia

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Tragedia Casteldaccia Funerali a Palermo

Sicilia in lutto, tante le persone davanti la cattedrale di Palermo che ospita i funerali delle vittime della tragedia Casteldaccia. Un dolore che doveva e poteva essere evitato da una burocrazia che rallenta tutte le attività ordinarie del Paese, anche quelle urgenti.

I funerali di una tragedia evitabile

Ai funerali nella Cattedrale di Palermo è stato impedito di partecipare ai proprietari di quella villetta, che li non doveva assolutamente esserci.  Le esequie delle nove vittime della tragedia Casteldaccia sono un atto pietoso, dovuto, ma soprattutto voluto da amministrazioni che hanno per anni sottovalutato il problema dell’abusivismo. (Clicca Qui). Un dolore in piazza e dentro la Chiesa che era evitabile. Delle vite spezzate nel nome di chissà quale interesse. La legge italiana prevede che ad occuparsi delle demolizioni siano i comuni. I responsabili per l’abbattimento di ecomostri e strutture abusive sono i sindaci. Probabilmente troppo vicini all’elettorato a cui devono dare conto per reperire quanto più possibile il consenso per essere rieletti. Specie nei piccoli comuni, vi è il problema delle risorse, che mancano, anche per atti urgenti relativi all’esecuzione delle demolizioni.

Tanto ci saranno altri funerali, non si sa dove o quando, ma ci saranno. Tutte morti evitabili su cui basterà piangere per lavare la coscienza?

La natura reclama i propri spazi

Nel Paese i condoni, come ora con quello di Ischia siamo al terzo (Clicca Qui), vanno a cozzare contro Madre Natura di cui ne le singole persone ne i Governi hanno mai compreso di essere solo ospiti, di passaggio. Fino a quando le irrefrenabili meccanismi intervengono a spazzare tutto. Il territorio italiano è a gran parte a rischio idrogeologico, ma i condoni edilizi conoscono solo la legge del voto elettorale e della corruzione che, a livello locale, in parecchie zone la fa da padrona.

I responsabili tra i colletti bianchi

Il voto di scambio e quello parentale fanno poi il resto. Una tragedia, un dolore, che a questo punto si evince che non poteva essere evitato, per l’esistenza di quei meccanismi burocratici, amministrativi e politici che caratterizzano il nostro Paese. Cominciando dal reato di corruzione a cui protezione vi è da sempre la prescrizione del reato. (Per approfondire Clicca Qui). Dura a morire, in nome del processo a breve, come lo sono state quelle vite che a Casteldaccia hanno salutato come in un picchetto d’onore il passaggio del dio denaro e dei poteri politico-mafiosi che sfilano in parata ogni giorno nelle strade del nostro Paese.

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