Strage di Corinaldo tra gli indagati anche il Dj Marco Cecchini

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Continuano le indagini sulla strage di Corinaldo mentre la lista degli indagati si allunga sempre di più, passando da 7 a 9 persone. Tra questi anche il Dj Marco Cecchini, il ragazzo che aveva consegnato agli inquirenti il blocchetto dei biglietti non venduti.

Strage di Corinaldo indagati

Cos’è successo la tragica sera in cui si è verificata la strage di Corinaldo? Questa è la domanda che si stanno ponendo i familiari delle vittime, cinque ragazzi adolescenti e una mamma di 36 anni, i ragazzi che era presenti la sera del concerto insieme ai loro genitori. Giorni dopo quanto successo nella discoteca Lanterna Azzurra, noi di Free Press Online, abbiamo avuto modo di ascoltare il racconto di Vincenzo Fiore, il papà di un pr diciassettenne che quella sera di occupava della prenotazione dei tavoli. L’occasione di divertimento, tanto attesa dai ragazzi, si è trasformata in distruzione. Attorno a questo dolore c’è anche il giallo dei biglietti, quanti ne sono stati venduti?

 

Indagato il Dj Marco Cecchini

Subito dopo i fatti di Corinaldo, il Dj Marco Cecchini, raggiunto da Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “Non c’erano 1.400 persone come dicono tutti. Assolutamente. Secondo me non arrivavano a mille, anzi calcolando quelli che erano fuori a fumare, dentro ce n’erano poco più di 800. È un locale che ha contenuto molta più gente. Era sicurissimo. Tra l’altro ho consegnato ai carabinieri i blocchetti dei biglietti venduti e quelli invenduti. Si vede subito“. Oggi l’Ansa annuncia che anche questo è stato inserito nel registro degli indagati.

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Biglietto per il concerto di Sfera Ebbasta
Fonte foto Repubblica.it

Marco Cecchini è il figlio di uno dei soci della Magic Srl che gestisce la discoteca, Quindo Cecchini (anche lui indagato ndr.). Insieme a questo troviamo anche Gianni Ermellini, addetto alla sicurezza. Anche per loro l’accusa è quella di concorso in omicidio colposo aggravato, mentre il minorenne coinvolto sarebbe solo responsabile di aver immesso nell’aria il contenuto della bomboletta spray.

Nell’articolo pubblicato nella sezione online dell’Ansa è possibile leggere: “Si è appreso in sede di conferimento dell’incarico a due periti: l’ing. Costanzo Di Perna, docente di fisica tecnica ambientale di Univpm, e il tenente colonnello Marcello Mangione, un ingegnere civile del comando generale dell’Arma dei carabinieri. Saranno supportati dal Racis e dovranno tra l’altro verificare la presenza del principio attivo del peperoncino nel locale. Venerdì il primo sopralluogo“.

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