Morte di Stefano Cucchi: “Bisogna aiutare i colleghi in difficoltà”

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pestaggio Stefano Cucchi

Nuova aggiornamento relativo al processo per la morte di Stefano Cucchi. Il 6 novembre del 2018 un carabiniere è stato intercettato mentre parla con un collega. Il militare racconta al collega cosa si sono detti con Vincenzo Pascale, il comandante del Gruppo Napoli, facendo riferimento all’esigenza di difendere i colleghi in difficoltà.

Proiezione del film Sulla mia pelle

Nel mese di novembre in Calabria si era verificato uno strano episodio durante la proiezione in una libreria del docufilm Sulla mia pelle che racconta la storia di Stefano Cucchi, morto nelle carceri di Roma dopo un presunto pestaggio. Secondo quanto reso noto dai proprietari della libreria in questione, alcuni militari dell’arma dei carabinieri si sarebbero recati li chiedendo un elenco completo dei partecipanti alla proiezione. Quanto successo è stato chiarito dal colonnello Gabriele De Pascalis, il quale ha spiegato che i carabinieri si trovavano li per attività di ordine di routine e che non avrebbero chiesto nessun elenco dei partecipanti a una manifestazione che non presentava alcuni rischio.

Stefano Cucchi aggiornamenti

Ancora un nuovo e strano episodio legato alla caso relativo alla morte di Stefano Cucchi. Ricordiamo che il ragazzo è morto 9 anni fa nei carceri di Roma a causa di un presunto pestaggio che Stefano Cucchi avrebbe subito dai carabinieri la sera in cui venne arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti. Il processo ancora in corso ha visto una svolta grazie alle nuove dichiarazioni rilasciate dal carabiniere Francesco Tedesco, il quale ha confermato l’esistenza del presunto pestaggio avvenuto la notte del fermo. A rafforzare le nuove dichiarazioni fatte da Tedesco è stata una traccia telematica di una nota che il militare aveva inviato quella fatidica notte, nella quale raccontava ciò che era avvenuto.

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Stefano Cucchi morto nei carceri di Roma

Il caso relativo alla morte di Stefano Cucchi è coperto da diversi punti in ombra. Non a caso la sorella Ilaria ha sempre parlato del crollo di un muro dell’omertosità dopo le dichiarazioni di Tedesco. Una nuovo aggiornamento riguardante il caso Cucchi però vede protagonisti due carabinieri che in una telefonata hanno dichiarato: “Bisogna avere spirito di corpo, se c’è qualche collega in difficoltà lo dobbiamo aiutare“. Sono state queste le parole che è un carabiniere avrebbe detto durante una chiamata intercettata fatta alla collega Vincenzo Pascale, comandante del gruppo Napoli.

“Mi raccomando dite al Maresciallo che…”

Intercettazione telefonica in questione riguarda due telefonate fatte il 6 novembre del 2018 tra il vice brigadiere dei carabinieri Mario Iorio è il maresciallo Ciro Grimaldi. I due militari sono in servizio presso la stazione Vomero-Arenella di Napoli. In particolar modo Grimaldi, all’epoca dei fatti relativi a Stefano Cucchi, si trovava in servizio presso la stazione Casilina, è stato inserito nella lista dei testimoni e verrà sentito il prossimo 21 novembre dal pm.

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morte stefano cucchi

L’intercettazione riguarda una frase che Vincenzo Pascale avrebbe detto a Iorio il quale ha poi riferito al collega Grimaldi. Secondo quanto reso noto dalla sezione web dell’agenzia di stampa Ansa, la dichiarazione è la seguente: “Mi raccomando dite al maresciallo che ha fatto servizio alla stazione lì dove è successo il fatto di Cucchi… Di stare calmo e tranquillo… Mi stanno rompendo, loro e Cucchi. Mi raccomando deve avere spirito di corpo, se c’è qualche collega in difficoltà lo dobbiamo aiutare“.

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