Strage alla Lanterna Azzurra, contro Sfera Ebbasta: “Mio figlio è morto”

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strage di corinaldo indagati

È passato poco più di un mese dalla strage alla Lanterna Azzurra e uno dei genitori delle piccole vittime si scaglia contro Sfera Ebbasta. In questo frangente l’attività investigativa non si arresta, sono già dieci le persone indagate, ma non è ancora chiaro cosa sia successo quella drammatica notte nella discoteca.

Strage alla Lanterna Azzurra

La notte dell’8 dicembre del 2018 doveva essere il giorno della gioia, quello del concerto tanto atteso del rapper Sfera Ebbasta… Quell’evento che, tanti ragazzi, attendevano con trepidante attesa. In molti, tra i 13 e 17 anni, si sono affidati ai servizi navetta per raggiungere Corinaldo, dove si trova la discoteca Lanterna Azzurra.

Ma, quello che doveva essere un evento di gioia e divertimento, si è subito trasformato in tragedia. Qualcuno ha immesso nell’aria il contenuto di una bomboletta di spray urticante scatenando il panico. La folla si è “accalcata” nel tentativo di abbandonare il locale che, come spiegato da Vincenzo Fiore in occasione di un’intervista rilasciata in esclusiva a Free Press Online, non ha rispettato tutte le norme di sicurezza. (Per leggere l’intervista Clicca Qui).

Nel tentativo di mettersi in salvo da qualcosa di “ignoto” sono morti cinque ragazzi e una mamma. Le vittime sono: Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano; Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia ed Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia.

Lo sfogo contro Sfera Ebbasta

La vita e la carriera di Sfera Ebbasta sono tornati alla normalità dopo la strage della Lanterna Azzurra. “The show must go on” avrebbe detto Freddie Mercury, ma qui non si tratta di un cantante che se ne va consigliando ai suoi amici di continuare con la musica… Ma di sei persone, tra cui cinque ragazzini, che hanno perso la vita per andare a vedere un concerto. Qualche giorno fa Sfera Ebbasta nel suo profilo Instagram avrebbe pubblicato un’immagine commentando: “Un anno pieno di emozioni“. Motivo per cui i genitori delle vittime si sono sentiti violati, ancora una volta, nel loro dolore anche se il post sembrerebbe magicamente scomparso da social. La mamma di Daniele Pongetti, Donatella Magagnini, ha affidato il suo sfogo al web, pubblicandolo nella pagina del comitato “Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra“:

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sfera ebbasta rompe il silenzio

Premetto che la mia considerazione per SFERA è meno di zero, ma questo essere comincia a farmi incazzare. Prima di tutto perché si è fatto vivo solo dopo molti giorni dalla tragedia. Poi per salvarsi la faccia si è tatuato le stelline e ancora dopo mi ha fatto pervenire una sua lettera privata scritta e firmata in stampatello dove diceva che lui era molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa. Dopo poco ha pubblicato la stessa lettera sui social senza dire che il suo vero nome era Giornata…. Una bella differenza ciò a dimostrare il suo immenso dolore. Sui social naturalmente terminava ricordando le date dei suoi concerti così come se niente fosse accaduto. Ecco caro SFERA colgo l’occasione per risponderti sui social è più COOL… Se davvero eri così addolorato e colpito dell’accaduto io al tuo posto, se è vero che stavi arrivando alla Lanterna, sarei venuto a verificare sul posto a vedere che era successo. A te Non riesco nemmeno a considerarti, ma ce l’ho a morte con i tuoi collaboratori i tuoi manager la tua casa discografica… Penso che sia il loro lavoro preoccuparsi di organizzare al meglio i tuoi concerti o djset… Verificare i locali dove devi cantare. Eh sì perché la tua fama è mondiale e Non puoi cantare in ex magazzini. Tu e i tuoi collaboratori imparate a Non giocare con i sogni dei ragazzini che pur avendo pagato sono stati presi in giro e sono morti Nell’attesa che tu arrivassi.
Ciao Gionata in bocca al lupo per la tua carriera da grande artista.
P. S. Per salvarti la faccia evita di postare foto da idiota con il tuo ‘PACCO’… RICORDATI che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla tua coscienza 6 morti“.

“C’è stato pochissimo tempo per rendersi conto…”

Uno dei primi a raccontare quanto successo la notte della strage alla Lanterna Azzurra è stato Paolo, il marito di Eleonora Girolimini che quella sera avevano portato la figlia Gemma al concerto di Sfera Ebbasta. La famiglia aveva raggiunto un patto sulla musica, un concerto l’anno e dopo il sold out dei Manekin era toccato a Sfera Ebbasta. Paolo, a Vanity Fair ha raccontato: “C’è stato pochissimo tempo per rendersi conto di quello che stava succedendo, perché quando siamo arrivati il locale era vuoto, e così è restato fino a mezzanotte. A quel punto si è riempito in un attimo, e a mezzanotte e 35 è successo tutto. Rispetto a Eleonora e Gemma ero tre passi verso l’uscita. Mi è venuta addosso la folla, mi ha spinto fuori. A volte mi dico che forse, se fossi stato più vicino a loro, le cose sarebbero andate diversamente, o forse no“.

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spray al concerto di Sfera Ebbasta

Con Gemma insisto sul fatto che noi abbiamo comprato i biglietti, noi abbiamo deciso di restare, noi siamo gli adulti, noi abbiamo la responsabilità- continua Paolo-. Ma è ovvio che il peso se lo sente. Una gemellina dice spesso che le manca la mamma, l’altra non ne vuole neppure parlare. Quello che reagisce meglio è Alessandro: dopo tre giorni ha smesso di nominarla. È sorridente, mi dà tanta forza. Sto più male adesso che un mese fa. Ora inizio a capire che Eleonora non c’è più e la mancanza si sente davvero forte. Eravamo una famiglia felice, e mia moglie era il nucleo: ci sentiamo persi. Però i bambini hanno reagito anche troppo bene. Se non li avessi, non so cosa avrei fatto. All’inizio pensavo che fosse tutto finito. Adesso, grazie a loro, inizio a credere che ci possa essere un futuro“.

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