Caso Huawei, il fondatore Ren Zhengfei: “Non siamo delle spie”

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Huawei non siamo spie
Ren Zhengfei, fondatore Huawei

Sul caso Huawei il fondatore Ren Zhengfei respinge le accuse del presidente Donald Trump. “Non siamo delle spie. Mia figlia arrestata ingiustamente”, ha detto il padre del direttore finanziario dell’azienda cinese Meg Wanzhou.

Fondatore Huawei: “Non siamo delle spie”

Il fondatore della casa cinese produttrice di produttrice di apparecchiature elettroniche Huawei in un suo intervento ha respinto le accuse di spionaggio da parte della Casa Bianca.  Il numero uno della Huawei, da quanto riportato sul Financial Times, ha detto che “non ha mai ricevuto alcuna richiesta da alcun governo di fornire informazioni improprie“. Sua figlia, Meg Wanzhou, “è stata arrestata ingiustamente” ha dichiarato l’ex ingegnere militare, che ha riferito di sentirne la mancanza.

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Arresto direttrice Huawei mosca scatenata Meng-Wanzhou
Meng Wanzhou, direttore finanziario Huawei Corporation

Il caso Huawei, dall’arresto Wanzhou alla libertà su cauzione

Le accuse di spionaggio da parte della Casa Bianca sono state rivolte direttamente dal presidente Donald Trump, che vietò l’utilizzo delle apparecchiature Huawei all’interno degli uffici governativi e invitò gli americani a non comprare i prodotti della casa cinese. Dopo qualche giorno la polizia canadese ha tratto in arresto il direttore finanziario, nonché figlia del fondatore della Huawei, Meg Wanzhou. L’accusa verso la donna è di frode finanziaria e di aver violato le sanzioni verso Iran. Dietro queste accuse, però quelle di spionaggio, confermate direttamente dalla Casa Bianca, giorni dopo l’arresto. La Wanzhou è ora libera su cauzione ma non può lasciare il Canada e risulta sotto inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria americana, che ne aveva chiesto l’arresto.

 

Huawei contro Apple e la guerra dei dazi Usa Cina

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto la Wanzhou va vista all’interno di una guerra tra Stati Uniti e Cina sui dazi. In quest’ultima potrebbe rientrare anche la Apple, penalizzata da un tribunale cinese, e anche da uno tedesco, a cui è stata vietata la vendita di alcuni modelli Iphone nei due territori. A questo dobbiamo anche aggiungere che la casa della mela morsicata è entrata nel tunnel della recessione, infatti gli ultimi modelli prodotti non hanno riscosso il successo di vendita sperato. In precedenza lo stesso Trump aveva invitato la casa di Cupertino a non produrre in Cina. Da qui si era scatenata una vera e propria tempesta contro Cina. Arrivarono anche per le minacce da parte americana di introdurre nuovi dazi sulle automobili di produzione cinese. Il clima si è iniziato a stemperare dopo l‘incontro tra i due presidenti a Buenos Aires.

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